Smart City Center, così so dove comprare e cosa succede in città


La piattaforma digitale creata da Diana J. Afman.

La super-app vuole tentare di salvare Cremona dal declino, mettendo in contatto negozi, associazioni (presenti ognuno con la propria app) e utenti per far riscoprire alla gente le potenzialità dello shopping nelle botteghe e le iniziative in città. Grazie al progetto ‘No spreco’, l’obiettivo è anche quello di evitare lo sperpero di beni alimentari freschi.

 

Diana J. Afman è la titolare di Smart City Center Srl. A lei si deve la nascita dell’omonima piattaforma digitale, nata con lo scopo di rivitalizzare la città di Cremona, interconnettendo domanda e offerta, senza trascurare l’attenzione al sociale. La sua formazione, infatti, ha nella solidarietà una componente fondamentale. Ce lo spiega lei stessa: «La mia prima esperienza con le app risale a circa due anni fa e, a dire la verità, tutto nasce da una battuta. Un giorno, il mio parroco mi fece notare che c’era un notevole numero di persone con cui non riusciva nemmeno a scambiare due parole, aggiungendo che erano sempre così impegnate a controllare i messaggi sul loro cellulare. La mia risposta fu: “Don, forse dovresti incontrarli dove si fanno trovare, nello smartphone”. Da qui, nacque l’idea di una app, ora inserita nella piattaforma Smart City Center, con l’obiettivo di raggiungere circa 150 utenti. Il successo fu tale che, il mese scorso, questa piccola app parrocchiale aveva più di 650 utenti attivi».

Nello stesso periodo in cui la Afman lavorava per la sua parrocchia, si accorse di altri due problemi in città: «Le difficoltà dei negozi in centro, con la relativa perdita di vitalità dell’abitato e la mia scarsa conoscenza di ciò che la città ha da offrirmi. Se io so quanto cose mi può offrire la mia città, faccio meno acquisti online, esco e mi porto a casa subito ciò che mi serve. Se, invece, lasciamo i negozi del centro abbandonati al loro destino, poi non dobbiamo sorprenderci che sempre più saracinesche rimangano abbassate. I loro problemi sono i nostri problemi. Così, ho pensato che tutti i negozi, le associazioni, le parrocchie, le scuole, le società sportive ecc. avrebbero dovuto dotarsi di una app, per far sapere a noi utenti cosa succede in città e quanti beni e servizi abbiamo dietro all’angolo. È in questo modo che mi è venuta l’idea di Smart City Center, una piattaforma, un’unica super-app da installare sullo smartphone, che al suo interno contiene un numero infinito di ‘mini-app’ che abbiamo chiamato smart store, negozi intelligenti». Rimaneva un problema da risolvere: le app sono molto intuitive e semplici ma qualche negoziante avrebbe potuto sentirsi digitalmente impreparato.

La Afman ha pensato anche a questo: un assistente personale su cui si possa contare in qualsiasi momento, che venga direttamente in negozio per incontrare la persona che ha bisogno di aiuto; in due parole, il Business Buddy (“compagno d’affari”).

Ma come funziona Smart City Center? «La app potrà essere scaricata gratuitamente dagli store Apple e Google e venire utilizzata anche senza registrazione. Sarà attiva fra pochi giorni e, per il momento, riguarderà la sola città di Cremona e dintorni, un bacino di 25 km. In futuro, l’app verrà replicata con gli stessi servizi e contenuti in altre città. All’interno l’utente troverà 6 menù: Home – in cui sono elencati tutti i negozi presenti nella app -, Promo, Categorie, News – sezione curata direttamente dal quotidiano La Provincia di Cremona -, Eventi e Notifiche, dove l’utente potrà scegliere gli ambiti di cui gli interessa ricevere le relative segnalazioni. Dal menù Home, l’utente può accedere ai singoli Smart Store. I negozianti, le associazioni, le società sportive, gli artigiani, i professionisti, le onlus, le scuole e le parrocchie, eccetera, potranno abbonarsi per un anno a Smart City Center (tariffa base 19,90 + Iva mensile; sconto associazione, 25%; sconto per negozi aderenti al progetto No Spreco, 50%; parrocchie e associazioni che offrono servizi gratuiti, sconto 100%). I clienti abbonati avranno uno smart store con 3 menù principali a disposizione, da gestire in autonomia o con l’aiuto del business buddy».

L’obiettivo è quello di ottenere, nel primo anno, un bacino di utenza stabile di 5000 -10.000 utenti attivi (chi effettua, cioè, almeno un accesso al mese). L’effetto di passaparola tra i propri clienti potrà far sì che ogni store porterà nuovi potenziali clienti anche agli altri store. Se si vuole, è il principio dell’ “Uno per tutti, tutti per uno”.

Si diceva dell’intenzione di espandere la piattaforma anche ad altre città italiane ma c’è ben di più, in prospettiva: «Essendo uno dei soci fondatori una società australiana, Class Capital PTY LTD, non si esclude che avvieremo a breve anche il progetto dall’altra parte del mondo, a cominciare proprio da Sydney, dove, in assenza di centri storici come li conosciamo noi, curiosamente sono soprattutto i grandi centri commerciali a soffrire la concorrenza dello shopping online».

Come dicevamo all’inizio, però, Smart City Center è interessante anche da un altro punto di vista, quello solidale: l’app, infatti, potrebbe essere molto utile a mettere in contatto i negozi alimentari – costretti a buttare via l’invenduto alla fine della giornata – e le parrocchie, dove i pacchi alimentari per rispondere alle richieste di aiuto non sono mai sufficienti e non contengono mai prodotti freschi.

È nato così il progetto ‘No Spreco’. «Smart City Center Srl mette a disposizione la sua piattaforma e si occupa della coordinazione del progetto, la Caritas impiega il suo personale e un mezzo di trasporto per il trasporto di beni alimentari, le parrocchie dispongono di volontari e di una rete già costituita di famiglie destinatari dei prodotti alimentari. Vorrei precisare che i veri protagonisti, senza i quali il progetto ‘No Spreco’ non potrebbe neanche partire, sono i negozi e i ristoranti che decidono a fine giornata di scontare, prima, e donare, poi, i prodotti freschi invenduti, piuttosto di trasformarli in rifiuti».

Un’iniziativa quindi non soltanto apprezzabile del punto di vista etico-sociale ma anche per il suo impatto ecologico: meno sacchi di rifiuti per la strada, meno rifiuti nella discarica.

Fonte: Mondo Business, n. 93 Febbraio 2017, pp. 26-27.