Smart City Center: l’app che può “salvare” il centro


Il piano di rilancio innovativo dell’olandese trapiantata a Cremona Diana J. Afman. Gli obiettivi tra rivitalizzazione del territorio e lotta allo spreco alimentare.

“Sono cittadina olandese, ma dopo più di vent’anni di residenza a Cremona mi sento anche una vera cremonese, e per questo autorizzata a contribuire al bene della nostra città”: e vuole ‘contribuire’ Diana J. Afman, con il progetto ‘Smart City Center’, una App che si pone come un piano innovativo per la rivitalizzazione dei centri urbani tramite un servizio di marketing e pubblicità interattiva.

Perseguendo tre obiettivi principali: la rivitalizzazione del territorio, in particolare del centro urbano, attraverso l’ottimizzazione della contrattazione Business-Consumer (progetto City Center); la lotta allo spreco alimentare, favorendo una ridistribuzione efficiente e veloce dei prodotti alimentari invenduti (progetto No Spreco); e la creazione di una città veramente smart, ovvero più viva, più equa, più dinamica e più pulita, attraverso strumenti tecnologici efficienti alla portata di tutti i cittadini (progetto Smart City).

Il progetto si serve di una piattaforma per dispositivi mobili, precisamente un’app-hub capace di contenere tutte le app di un determinato territorio, dotata di un sistema di messaggistica efficiente e dinamica. Per i business si tratta di un potente strumento di marketing per cui è previsto un servizio di assistenza personale in loco (Business Buddy). Per i mediatori (organizzazioni non profit, associazioni caritative e parrocchie) uno strumento totalmente gratuito che agevola il lavoro di raccolta e ridistribuzione di alimentari. E per i consumer (tutti i cittadini di un determinato territorio) rappresenta uno strumento dinamico di consultazione e comunicazione.

Trattandosi di un programma molto articolato, Smart City Center prevede la partecipazione di diversi stakeholder che mettano insieme il know-how e i mezzi a loro disposizione per una riuscita ottimale del progetto.

“Per poter rendere operativo un progetto veramente smart – lancia il suo invito Afman – non si può agire da soli. È richiesta la collaborazione di diversi attori, ciascuno protagonista nel proprio ambito”.

Partner ideale dell’iniziativa sono “il Polo Tecnologico di Cremona e il Co-box, realtà unica e innovativa sul territorio, nella quale il progetto Smart City Center trova la sua naturale collocazione”. Sono stati inoltre contattati rappresentanti di associazioni caritative e parrocchie, per quanto riguarda la gestione del progetto ‘No Spreco’, di associazioni commercianti, agenti immobiliari, venditori ambulanti.

In Comune il progetto è stato presentato qualche settimana fa, nel corso di un incontro tra la stessa Afman ed alcuni assessori. “Siamo certamente interessati all’idea e ad approfondire il discorso” – spiega Alessia Manfredini, che in giunta è titolare delle deleghe all’ambiente ed alla mobilità -. Bisogna comunque ricordare che questa proposta ha un potenziale raggio d’azione molto ampio, e chiama dunque in causa diversi soggetti. Dunque una decisione in proposito non dipende certo solo da noi. Vogliamo quindi capire chi ed in che modo è interessato a realizzarla insieme ad altri. Ne parleremo”.

Il primo passo

Tutto è iniziato da un software per la parrocchia di San Francesco
Il progetto Smart City Center è stato ideato da Diana J. Afman dopo aver creato una App per la parrocchia di San Francesco d’Assisi, la prima parrocchia nella diocesi ad essersi dotata dello strumento a marzo 2015. “Questa esperienza – spiega Diana J. Afman – ha rivelato il potenziale comunicativo delle applicazioni per dispositivi mobili, che supera per certi aspetti anche quello del tradizionale sito web”.

Le prospettive

Nel 2050 il 70 per cento degli abitanti del pianeta in agglomerati urbani
“E stato stimato che nel 2050 il 70 per cento della popolazione mondiale vivrà in agglomerati urbani”, spiega Afman nella sua scheda di presentazione del progetto. “In questa prospettiva sono richieste sin d’ora strategie di pianificazione urbanistica, atte allo sviluppo di innovazioni sociali nei servizi pubblici attraverso l’implementazione di nuove tecnologie e lo sfruttamento intelligente delle risorse e delle caratteristiche del territorio. E cuore di ogni contesto urbano, in particolare in Italia, è il centro storico, con le sue attività economiche e i cittadini che lo rendono vivo. Il centro cittadino va pertanto salvaguardato con tutti i mezzi a disposizione, tra cui oggi spiccano le nuove tecnologie”. Oggi le città smart di tutto il mondo, “mirano non solo ad essere digitali, ma soprattutto socialmente inclusive, migliorando la vita dei cittadini e mettendo in atto dei veri propri processi partecipativi. Tuttavia, se città come Genova, Milano e Torino si distinguono per il numero di progetti sviluppati e promossi tra le prime 50 città italiane (per il numero di abitanti) ancora troppe non hanno promosso neanche un progetto di Smart City”.

Fonte: La Provincia p. 14, Smart City Center: l’app che può ‘salvare’ il centro, di Andrea Gandolfi, 29 febbraio 2016