no spreco

Il paradosso delle società moderne:

Da una parte molti negozi alimentari si sentono costretti a buttare via i prodotti freschi invenduti, dall’altra, sempre più persone sono in difficoltà e si rivolgono alle associazioni caritative.

L’inaccettabile spreco dei beni alimentari


La FAO calcola che a livello mondiale ogni anno si sprechino 1,3 miliardi di tonnellate di cibo, pari a 1/3 della produzione totale destinata al consumo umano. In Italia ogni anno si sprecano quasi 13 miliardi di euro di cibo, tanto quanto una finanziaria. Ogni anno in Italia dai campi alla tavola si producono 5,6 milioni di tonnellate di cibo in eccedenza, di cui 5,1 milioni diventano spreco. Questo significa che finiscono nella spazzatura 12,6 miliardi di euro, cioè 210 euro per persona, che corrispondono anche a 13 milioni di tonnellate di CO2 utilizzate per produrre i cibi scartati. Questo il quadro tracciato dall'indagine Surplus Food Management Against Food Waste. Il recupero delle eccedenze alimentari. Dalle parole ai fatti, promossa da Politecnico di Milano e Fondazione Banco Alimentare, dimostra anche che lo spreco alimentare viene generato per il 53% dalle aziende e dal 47% dal consumatore finale1.

Calcolando il valore economico delle eccedenze recuperabili in Italia, prendendo in considerazione soltanto 3 categorie che insieme rappresentano 45.102 esercenti, ovvero le macellerie (29.359), le pescherie (7.184) e i forni-pasticcerie (8.559), scopriamo che si potrebbe salvare dalla pattumiera cibo ancora commestibile per un valore di 235 milioni di Euro2.
Il dato incoraggiante, comunque, è che il recupero e la ridistribuzione delle eccedenze sono in aumento: si è passati dal 7,5% di 4 anni fa al 9% circa nel 2015. Si avverte, infatti un cambiamento: cresce l'indignazione per lo spreco alimentare e sempre di più si avverte l'urgenza di combatterlo. Inoltre il problema dello spreco alimentare è strettamente collegato ad un altro, quello rappresentato dai rifiuti, dai sacchi di spazzatura che si accumulano lungo le strade alle difficoltà di raccolta. Per non parlare dei danni ecologici e problemi di salute causati da inceneritori e altri sistemi di smaltimento rifiuti.

1 Fonte: Avvenire, 4 ottobre 2015, edizione online.

2 http://www.repubblica.it/economia/2016/11/15/

Le associazioni caritative in affanno


A Cremona come in tante altre città, numerose parrocchie, onlus e associazioni caritative, come per esempio la San Vincenzo, la Caritas e il Banco Alimentare si occupano della distribuzione di pacchi alimentari. Purtroppo l'utenza è in continuo aumento e non sempre le scorte alimentari sono sufficienti. Aggiungiamo che per motivi pratici i pacchi alimentari contengono quasi sempre prodotti a lunga scadenza e molto raramente alimenti freschi come carne, pesce, frutta e verdura, che pure in quantità notevole avanzano sul territorio. Questi prodotti nella maggior parte dei casi non vengono intercettati. Uno dei problemi è infatti la comunicazione, occorre comunicare in tempo reale e organizzare in tempi stretti la donazione, la raccolta e la ridistribuzione.
Smart City Center non ha certamente la pretesa di poter risolvere il problema dello spreco alimentare, ma desidera, laddove possibile, contribuire alla raccolta e alla ridistribuzione dei beni alimentari avanzati in un determinato territorio, mettendo a disposizione la sua piattaforma digitale per contribuire ad una comunicazione rapida ed efficiente. A chi vende prodotti alimentari, come negozi, bar, ristoranti, gastronomie ecc. e a chi si occupa di distribuzione di pacchi alimentari (gli operatori No Spreco) mettiamo a disposizione uno smart store (negozio virtuale) con un servizio di comunicazione in grado di raggiungere un altissimo numero di persone. Una cosa complicata? Niente affatto, una semplice notifica push, inviata a tutti gli utenti Smart City Center del territorio quando si tratta di scontare prodotti freschi verso la fine della giornata (opzione 1), e un'altra notifica inviata soltanto ai mediatori del progetto No Spreco, dopo la chiusura, per donare i prodotti invenduti (opzione 2). I volontari delle associazioni e delle parrocchie raccolgono e ridistribuiscono alle famiglie i prodotti freschi e la cena è servita! Meno prodotti sprecati, meno rifiuti da raccogliere.

 

Come Funziona il progetto No Spreco?

Verso la fine della giornata presso La Gastronomia Il Buongustaio alcune porzioni di lasagne fresche sono rimaste invendute. Il signor Rossi pensa “È meglio scontare che buttare”, decide di scontare le lasagne del 50% e invia tramite l’app Smart City Center una notifica a tutti i cittadini che hanno scaricato l’app sul proprio telefono.

Poco prima della chiusura alcune porzioni di lasagne sono ancora invendute. Il signor Rossi pensa “E meglio donare che buttare” e a questo punto manda un’altra notifica tramite l’app Smart City Center scegliendo come destinatari ‘Solo operatori NoSpreco’. La notifica arriva alla Caritas e alle parrocchie che si occupano della raccolta e della distribuzione delle eccedenze alilmentari donate e alle famiglie che hanno diritto all’assistenza.

L’operatore della Caritas, prima della chiusura della gastronomia, si reca con un mezzo idoneo dal signor Rossi e prende in consegna le porzioni di lasagne e le consegna alla parrocchia di turno. I volontari della parrocchia sono pronte a ricevere e ridistribuire le porzioni di lasagne perché anche loro hanno ricevuto la seconda notifica.

Nella città del signor Rossi partecipano diverse parrocchie al progetto No Spreco, ad ognuna di loro è riservata una giornata della settimana, in modo che le donazioni vengano distribuite lunedì nella parrocchia A, martedì nella parrocchia B ecc. I volontari delle parrocchie saranno impegnate nella distribuzione dei pacchi alimentari solo un giorno alla settimana per un’ora circa. Ogni parrocchia assiste le famiglie della propria zona.

Anche le famiglie che hanno diritto all’assistenza ricevono una notifica ed in ogni caso sono state informate degli operatori del Centro d’Ascolto Caritas di riferimento qual è il giorno e l’ora (ca. le 20.00) in cui vengono distribuite prodotti alimentari freschi. La sera stessa le famiglie assistite dalla parrocchia cenano con prodotti freschi donati dai commercianti della città.

Nel caso che la parrocchia non riuscisse a distribuire tutti i prodotti freschi, si attiva il canale successivo: i prodotti possono essere donati a canili, gattili e altre destinazioni preventivamente concordate. La discarica è l’ultima ipotesi.

Si precisa che nella fase iniziale del progetto No Spreco, in attesa che altre parrocchie si attivino, la Caritas consegnerà le donazioni alla parrocchia San Francecso d’Assisi di Cremona.